Quando un noce entra in casa tua

Da bambina giocavo tra alberi e prati che circondano la cascina di montagna della nonna. I miei cugini ed io inventavamo le storie più incredibili, tipiche dell’infanzia: scavavamo buche alla ricerca di un fantomatico tesoro dei Longobardi, costruivamo tende degli Indiani o piste da gioco dove far correre i maialini d’india, il tutto mentre la cara nonna lavorava nei campi e dava del cibo agli animali nella stalla. Erano tempi d’immensa spensieratezza, fatti di gioia e amore per la terra.

collage-roncai

Poi c’era Lui. Lui era un grande noce che ci divertivamo a torturare con delle freccette per il tiro a bersaglio, nonostante la nonna ci riprendesse continuamente. In un secondo tempo avevamo appeso una fune al ramo più resistente per aggrapparci e fare lunghi salti sul prato scosceso. In autunno poi Lui ci donava copiose noci che raccoglievamo quando ancora il mallo rilasciava sulle mani il tipico colore scuro. Tempo fa il nostro amato noce si è spezzato ed è caduto in seguito ad un violento temporale, ma forse anche a causa dell’incuria che negli anni ha subito tutto l’appezzamento, da quando la nonna non è più stata in grado di occuparsene e ognuno di noi, crescendo, ha preso strade diverse.

Quando l’ho visto a terra ho pianto. E’ stato come separarmi per sempre da quei tempi felici dove le cose più semplici erano intrise di divertimento. L’hanno tagliato  a pezzi grossi e portato nella stalla, ormai vuota. Dopo alcuni mesi, ho saputo che una zia ne aveva preso una parte da ardere nel camino del soggiorno. Fu allora che ho deciso di salvarne un resto per me. Perché quel resto era parte di me. Ho raccolto alcuni ceppi, li ho caricati nella vecchia gerla della nonna e portati con fatica in paese. Li ho ripuliti,  lasciati a mezz’ombra in ambiente secco e poi carteggiati. Uno è stato privato della corteccia e l’altro no. Li ho verniciati con impregnate all’acqua, di colorazione trasparente,  con funzione protettiva – anti-tarlo e lasciati a riposo. Ma restava un terzo ceppo piuttosto malandato che presentava una marcata spaccatura su tutto un lato. Così ho chiesto aiuto a mio marito affinchè ricavasse dalla parte sana  alcuni dischi, cercando di tenere un’ altezza simile tra uno e l’altro.  Pronti i dischetti, ho impregnato pure loro e, una volta asciutti, vi ho applicato su un lato piccoli feltrini adesivi.

I dischetti ora sono dei sottopiatti che esibisco per accompagnare pietanze particolari, frutta  o vasi con verdure dell’orto. I ceppi grandi sono divenuti i miei tavolini da soggiorno. Ogni tanto li nutro con una goccia di cera e mentre passo dolcemente il panno di lana penso con immenso amore e nostalgia a quel tempo della mia infanzia  che ora vive con me, nella mia casa.

collage-ceppo

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Photo by INSPIREDecor. Don’t copy or use without permission

Source list:

  • tovaglia rossa e bianca COINCASA
  • piatto bianco con motivi a rilievo bianchi Rosenthal modello Sanssouci
  • vaso “Vasen” Ikea
  • Impregnante per legno Boero
  • Tappeto (fuori produzione Ikea
  • Divano modello “Tender” Anthea
  • Zuccheriera in peltro: dono della cara nonna

 

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2 thoughts on “Quando un noce entra in casa tua

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